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Creato venerdì, 11 luglio 2008 alle 21:14
Categoria : pensieri sparsi, riflessioni, le mie poesie, frasi, sentimenti, le mie frasi - Permalink
Perchè ci deve essere sempre qualcosa che deve prendere il sopravvento?
Perchè gli equilibri devono essere sempre deturpati?
Perchè la mia mente non può vagare libera nel mio essere ciò che sono ma deve essere sempre assiduamente e costantemente violentata dal ghiaccio cemento dell'insensatezza altrui?
Perchè viver di mezzi respiri?
E l'orrore un'altra volta m'avvolge.
Quando arriverà mattino?

P.I.
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Creato domenica, 29 giugno 2008 alle 10:57
Categoria : poesia, amore, le mie poesie, sentimenti - Permalink
Occhi senza ciglia
ti guardano ridendo
in un sorriso senza denti
nei primi passi d'un cammino.

P.I.
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Creato sabato, 28 giugno 2008 alle 11:49
Categoria : riflessioni, le mie frasi, la mia opinione - Permalink
Oramai siamo abituati al computer.
Personalmente utilizzo però la tastiera classica. Quella che dopo un po che cel'hai diventa gialla e i tasti si scoloriscono. Ma non è un problema. Non ci occorre sapere quale lettera stiamo pigiando. Non occorre sapere nulla. E' un ritmo particolare. Ogniuno ha il suo. Certe volte mi lascio semplicemente trasportare dal ticchettio ad occhi chiusi. Una sorta di enjambement tra lettere che non si conoscono ma si amano da una vita.
Ultimamente la società ci è avversa. Gli spunti di riflessione cadono come gocce di pioggia pura in un mare di inquinamento corrosivo. E' una vera e propria, in certi casi, regressione.
Ma non credo possa essere questo il problema.
Siamo italiani. Propongono sempre testi italiani. E' giusto d'altraparte. Chissà che, forse, non si riacquisti il valore dell'appartenenza a un popolo che tanto ha sofferto per ottenere il pane su cui ci ergiamo noi oggi... e che stiamo facendo marcire. Ma ahimè non credo sia sufficente. In un mare di indifferenza si idolatrano miti urbani e si cerca il divertimento, il sorriso, attraverso l'atrofizzazione celebrale. Anche la scuola oramai tende sempre più a travasare aria fritta nelle menti dei già tediati bambini. Menti supereccitate dal pressapochismo televisivo, incapaci di apprezzare le cose minime. Quella piccola gioia che può derivare, perchè no, dalla libertà di scegliere un cappuccio e una brioches.
Ma forse son io troppo pessimista.

P.I.
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Creato venerdì, 27 giugno 2008 alle 18:24
Categoria : pensieri sparsi, le mie poesie, frasi, auguri, le mie frasi - Permalink
Quanto tempo è?
Ricordo che ne parlai anche nei 5 post dedicati a blogmania.
Due anni. Forse più.
Chi è, chi non è, com'è, come si chiama... non occorre.
Pochi e semplici tratti di pennello sono sufficienti a marcare rade curve d'un profilo immaginario. Poche note sono in grado di esprimere l'intera musicalità di un sospiro.
Fratello e sorella. E', ma non è. Non sulla carta almeno.
Ma cosa occorre? Cosa serve? Non certo un vincolo di sangue. Non basta così poco.
Amore.
Quel sentimento che porta gli occhi verso il futuro di una tenera amica. Troppo grande per essere bambina... ma ancora troppo piccola per essere una ragazza.
Contagia il mondo con la tua semplicità e allegria. Con i tuoi picchi di riflessioni troppo profonde per la tua età. Con il tuo saper essere unica e simpatica sempre e in ogni dove. Colora il mondo con la tua fantasia e fai che non ti abbandoni mai, ma nemmeno che ti abbracci troppo. Le illusioni quando svaniscono fanno male. Si, piccola mia. Fanno male proprio lì, in quel punto particolare in cui ti senti premere da una forza più grande del mondo stesso. Lì dove par che il respiro si blocchi e il cuore rallenti. Lì, il punto dal quale angoscia, felicità e un pizzico di pazzia si mescolano colorando le tue gote dei primi rossori.
Ti auguro tutta la felicità possibile di ogni mondo di fiaba esistente.
A te, mia piccola amica che mi consideri come un fratello, volgo questo augurio.
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Creato sabato, 21 giugno 2008 alle 18:35
Categoria : comunicazione di servizio, segreteria, blogmania, big five - Permalink
Inizio con il ringraziare Memoraliter per avermi premiato nella sua classifica big five.
Anche io dunque, essendo stato invitato a questo "gioco", stillerò un elenco dei 5 blog che più mi hanno impressionato (positivamente e negativamente) in questa mia permanenza su Splinder.
Inizio con il dire che, fatta eccezione per l'ultimo blog in elenco per il quale le parole deleterio e ottuso sono davvero poco rappresentative,  non esite un ordine di preferenza.
Per ovvi motivi non troverete il blog di Memoraliter tra i big five, nè tantomeno quello di PF1, altro bloggher davvero sagace e simpatico, poichè già stato menzionato da Memoraliter.


Bene iniziamo:

ARTEMISIA - Volti Rivolti. Beh chi ha iniziato come me, attraverso Splinder, a smanettare un po' con i template, non può non conoscere il blog della soprascritta. Un grazie per l'aiuto dato a tutte le nuove reclute splinderiane e soprattutto un complimento al suo blog Volti Rivolti. Un blog davvero leggero e armonioso. Frizzante e piacevole.

DAPHNE89 - Ascolta il Vento! Un blog. Una amica. Penso sia grazie a lei che ho iniziato la mia avventura Splinderiana. Oltre che a un sincero ringraziamento, desidero mettere in evidenza il suo blog poichè è di una poeticità e di una energia ipnotica. La realtà trattata a doppi colori. Descrizione e riflessione si alternano in un equilibrio sottile ma stabile. La particolarità anche di alcuni passaggi che lasciano comunque un sapore di quotidianeità, di contatto con se stessi.

PERFIDOAMORE - Io e te tre volte stronzi. Una Bloggher un cult! Persona simpaticissima, fumettista abile e capace. Un blog, un bar, volutamente sgrammaticato, irriverente e talvolta provocatorio. Una analisi della società attraverso continui slanci di ilarità e di ironia pungente. Un modo per riflettere anche su ciò che c'è tutt'attorno attraverso due risate. Un modo descrivere la triste realtà con allegria.

PIOGGIACALDA - Pioggia su di te. Un blog davvero particolare. Una nicchia di lussuria in cui, finalmente, non alberga volgarità ma semplicemente la pura poesia che il corpo femminile riesce a esporre. Parole e Foto artistiche si susseguono in una danza dai toni cremisi e vellutati. Uno stimolo ai sensi contro la volgarità che affligge l'era moderna dei media, trattando certi temi.

ODONTOPIRLA/ELCUMMENDA - Diario di un pirla. Uno non bastava. Sono diventati due. In realtà è il medesimo essere che si scinde sotto una doppia apparenza. Patria di ottusità e chiusura mentale. Belle parole non avallate da una solida base. L'apoteosi della mediocrità, della superficialità, del pressapochismo e dell'incapacità di dialogo farcita da uno spesso strato di ipocrisia, mancanza di spirito d'osservazione e di incentivo al migliorarsi. Il tutto, ovviamente, ben condito dalla maleducazione derivante dall'incapacità di tirarsi fuori in altro modo da situazioni che eludono le capacità mentali del proprietario. Simpatici sono pure i nikname. Azzeccato il primo, ma ancor di più il secondo. Chiara e palese l'associazione del bloggher con uno dei più deleteri rigurgiti della televisione pubblica. Il trash fatto persona.
Mi pare d'obbligo citarlo tra i big five. D'altra parte chi l'ha detto che tra i Big five debbano esserci sono buoni esempi? Comunque sia lo nomino anche perchè penso sia necessario cercare, talvolta, esempi da evitare.


Siamo giunti a conclusione di questo quintetto di blog.
Mi permetto in chiusura di citare altri blog che avrebbero meritato di entrare nella top Five. Mi riferisco in particolare ai blog: Circolo Pasolini Pavia, FrozenTears, LesFolies, Avantgardemusic, FiloV, AeternusRest, A/R, Laurett, MentiInDelirio, Vivendo le stelle, Dalledueluna, Vivereinpoesia, Sapori in versi, Manuale di mari e Spazio di Confine.


Per chi volesse inoltre partecipare a questa iniziativa metto qui di seguito il breve regolamento:

1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger,indipendentemente dalla lingua!

2) Ogni premio assegnato,deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog,così che tutti lo possano visitare;

3) Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che lo ha premiato;

4)Pubblicare le regole.

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Creato domenica, 15 giugno 2008 alle 15:00
Categoria : pensieri sparsi, il mio racconto, le mie frasi - Permalink
PENDENTE CREMISI
 
di

Iovieno Paride

Alessandria, 21 settembre 2004




Rosso, in mezzo alla più forte delle tenebre, un ciondolo risplende creando una lieve aura attorno ad esso. A forma di goccia, sembra che irradi luce propria.

Luca.
Luca è un ragazzo sui 18. Frequenta il quarto anno di informatica.
Non è un ragazzo che studia molto, tuttavia ha una media scolastica decisamente invidiabile.
È molto intelligente e determinato ad arrivare sempre al suo obiettivo. E forse questo che l’ha fregato.  Adesso ha anche una forte personalità fiducia in se stesso.

Usciva di casa sempre verso le 7.30, dopo aver fatto doccia e colazione.
La sua dieta prevedeva un bicchiere di latte, cinque fette biscottate, un pezzo di cioccolata e un bicchiere di spremuta d’arancia.
Era molto rigoroso su questo.
Lui, in realtà, si svegliava molto prima, si vestiva e andava a fare Jogging. Percorreva due volte il giro del quartiere, poi rientrava a casa.
Anche quella mattina era iniziata così. C’era sciopero. Luca, in genere, entrava sempre.
Non quella mattina. L’intero istituto aveva partecipato. La scuola era deserta.
Era, così, rientrato a casa, aveva posato lo zaino e preso la borsa per andare in piscina.
Aveva iniziato con un po’ di esercizi di riscaldamento, una mezz’oretta nella palestra della piscina, e poi si era tuffato in acqua.
Giorgio era un omone molto alto, di corporatura robusta e con un discreto “arrotondamento” della pancia. Un bel melone, come si suole dire. Era il suo allenatore, lavorava come istruttore di nuoto nel centro sportivo in cui si allenava Luca. A suo tempo, poteva diventare un campione ma, in seguito a una disfunzione cardiaca, aveva dovuto abbandonare il suo ambiente preferito.
Diciamo che per Luca era una sorta di allenatore.
Aveva passato tutta la mattina in acqua con Giorgio che cronometrava ogni vasca, lo incitava e lo motivava costantemente, valorizzando ogni minuto.

Ormai mancava poco tempo.
C’erano le gare regionali di nuoto, Luca aveva buone speranze. Inoltre, se avesse vinto, gli si sarebbero potute aprire le porte per partecipare alle selezioni per la squadra nazionale.
Aveva allenamento anche quel pomeriggio.

Per l’ora di pranzo s’era dato appuntamento con Sara, per mangiare qualcosa insieme.
Sara è una ragazza d’un anno più piccola di Luca, con capelli castani, carnagione chiara, fisico normale e due nocciole che, quando Luca le parlava, lo fissavano piene d’ammirazione.
Indossava sempre una sottilissima collana di oro bianco al quale era attaccato un pendente cremisi di pietra dura, modellato a forma di goccia.
Non si può dire che fossero fidanzati, tuttavia si conoscevano da molto tempo, erano molto legati l’uno all’altra. Era un sentimento che andava ben più in la del semplice ed effimero amore.
Lei, l’aveva convinto a mangiare qualcosa in più rispetto a ciò che la dieta gli imponeva, era l’unica che ci riusciva.
Avevano pranzato in un ristorante, frequentato per di più da studenti e impiegati. Tutto sommato un posto abbastanza tranquillo.
Le tre ore successive, lo stretto necessario per non aver problemi poi in acqua, le avevano passate insieme a studiare.   
Il programma d’allenamento pomeridiano prevedeva un’ora di allenamento cronometrato e il restante in palestra, per potenziare i muscoli e, soprattutto, la resistenza ai grossi sforzi.

Diciannove e trenta.
Fuori è già buio.
Luca era appena uscito dall’acqua. L’ambiente era ovattato, i suoni confusi, le luci arancioni che illuminavano le tribune parevano protese verso i grossi finestroni ad arco, sembravano voler scappare. E quel forte odore di cloro, il pavimento di piastrelline color mattone scivoloso. Sembrava una sera qualunque.
Luca si stava dirigendo, con indosso un accappatoio arancione, verso la palestra, passando prima per gli spogliatoi. Come faceva sempre.
Indossati i pantaloncini, la canottiera e le scarpe, aveva attraversato la porta che, per un breve corridoio illuminato di blu, lo portava nella sala da ginnastica.
Era semi deserta. Come sempre a quell’ora.
Giorgio l’aspettava impaziente seduto sur una panca nera, di fronte a una serie di macchinari.
Arrivato, si posizionò sul primo attrezzo
-    Fammene tre serie da trenta –
-    Ah ciao è! –
L’attrezzo usato da Luca inizia a cigolare, per via delle catene che sfregavano sulla restante ferraglia.
-    Allora, Luca, come ti senti-
-    Abbastanza mister – Pausa.
-    Credo pero…, d’aver fatto poca benzina oggi-
-    Te l’ho già detto Luca, devi saperti regolare col cibo, non devi essere troppo fiscale, cazzo,  la dieta è solo una indicazione generale di come devi mangiare-
-    Già…, me lo dice anche Sara- Pausa.
-    Dì un po’; lo sai, vero, che manca meno di un mese alla gara?-
-    Si, il prossimo mese… A Milano, vero?-
-    Si, si.- rispose pensoso - Senti Luca, parliamo chiaro –
-    Che c’è? –
-    Tu lo sai che hai buone possibilità. Tuttavia questo non basta, è ancora poco. –
-    Devo allenarmi di più?! cazzo vengo tutti i giorni!–  Adesso Luca, finite le serie, aveva cominciato a pedalare sulla ciclette.
-    No, mi riferivo ad un altro tipo di aiuto –
-    Cosa? devo attaccarmi i fili della due e venti al culo?–
-    No no,- abbozzando un sorriso sulle labbra-, di quello non ne hai bisogno. No, mi riferisco a normalissime pastigliette che, tutte le persone che iniziano a fare dello sport in maniera seria, usano.-
-    Integratori? –
-    Non Solo –
-    Che altro?-
-    Ma niente, un piccolo aiuto-
-    Aiuto, a cosa s…- un’aria mista di incredulo e sconcertato gli si dipinse sul volto
-    Ooo frena ragazzo! Sei fumato per caso?, non penserai mica che ti voglia dare qualcosa che ti faccia male, o di illegale?. Ma per chi mi hai preso, eh? –alleggerendo il tono- Siamo amici, Luca, amici. Ti devi fidare. –
Silenzio.
-    Tra l’altro non è niente di speciale, sono solo vitamine, sali minerali, cose così.-
-    Cose così, cosa?-
-    Massì, un piccolo farmaco, roba omeopatica.-
-    Omeopatica dici?-
-    Si, solo un piccolo aiutino, lo sai che non ti farei mai del male, tu puoi raggiungere il sogno, puoi diventare un campione. Sei in salute, tu. E niente ti bloccherà. Te lo prometto…-

I giorni passavano veloci. Luca aveva cominciato a impegnarsi solo ed esclusivamente al nuoto, trascurando quasi la scuola. I voti erano scesi, ma la meta era ormai vicina.
Le pastigliette, sebbene assunte con riluttanza cominciavano a diventare regolari, funzionavano. Una prima e una dopo gli allenamenti. All’inizio si sentiva forte come un leone. Sara diceva che era diventato un poco nervoso. Molto probabilmente perché il gran giorno stava per giungere, ormai mancava poco, e il tempo vola. Comunque la roba omeopatica faceva effetto. Tuttavia non durò molto.
Diciannove e trenta.
-    Hei Luca come va?-
-    Ciao Simo, è un po’ che non ci si vede, riprendi con gli allenamenti?-
-    Già. È da molto che sei qui, mi sembri strano, c’è qualcosa che non va? In famiglia o con qualcuno?-
-    No va tutto bene perché -
-    Non so, mi pari che c’ai paura, mi fai venire ansia-
-    No, è che sono un po’ stanco-
-    Vabbè chissà da quanto sei qui!-
-    Macche, saranno venti minuti.-
-    E sei già così, mi pari uno che s’è appena fatto venti vasche. Aaah ti ci vorrebbe qualcosa.-
-    Ma sto già prendendo della roba omeopatica che mi ha dato Giorgio, ma ultimamente non fa effetto.-
-    Puah, omeopatica… ti do io qualcosa che fa veramente bene, è un toccasana. Ecco tieni.-
-    Che roba è?- chiese guardandosi intorno come se ci fosse qualcuno che non dovesse sentire nulla di ciò che stava dicendo.
-    Roba che costa amico! Ma quella scatola te la regalo. Tanto ti dura per più di un mese, giusto quanto basta. Mi raccomando però, vacci piano con quella, è roba potente!.-
-    Ok. Ma sempre omeopatica?.-
-    Mmmm, beh infondo si! Ma è molto meglio di quella di Giorgio. In quella chissà quali porcherie ci mettono per farla stare insieme.- battendo con le mani sulla scatola – questa invece è roba buona, roba raffinata. Mi intendi?-
-    No Simo, non voglio niente, e poi oggi è un po’ così, domani sarà meglio. – disse continuando a guardarsi in torno con sospetto.
-    Però, pensavo che dovessi andare a gareggiare per vincere, non solo per fare presenza-
-    O ma che cazzo vuoi? Eh, eh? C…c…ch…e roba è? I…i… -
-    Senza che ti guardi intorno senza capire, tanto non c’è nessuno, di che hai paura.-
-    Niente, ma non capisco-
-    Io lo facevo per te, questa e roba che costa, amico, tu sei mio amico e in nome di questa nostra amicizia sono disposto a dartela-. Pausa. – Non la vuoi? Peggio per te-
-    No non ho paura di niente, è che…-
-    Hai paura!-
-    No!.-
-    Non ti devi preoccupare, io sono tuo amico non ti darei mai qualcosa che ti farebbe male, devi stare tranquillo, l’ho presa anch’io. È poi è una cosa normale sono cose che tutti prendono, tu sei l’unico, cos’è vuoi essere sempre ultimo?-
-    Ma no, certo che no- L’ansia cominciava ad aumentare, gliela  si leggeva negli occhi, si sentiva debole. E lo era. Continuava a guardarsi intorno, il cuore gli batteva all’impazzata, se lo sentiva pulsare a ritmi folli nelle orecchie tanto che gli era sembrato che Simone avesse abbassato il tono della voce. Il frastuono non cessava.
-    Non ti preoccupare, amico, non c’è nessun trucco, nessun inghippo, con questo diventerai inarrestabile. Provare per credere!-
-    Ma sì, cioe… n…, no no. Si la prendo… Grazie amico, sei un amico, già.-
-    Tieni comincia a prenderle da lunedì, una al mattino, è sei pronto per una giornata di allenamenti.- Simo si era alzato dal suo attrezzo, si era messo l’asciugamano a cavalcioni delle spalle e si dirigeva verso gli spogliatoi. – Ah, mi stavo scordando, amico, ricordati di non prenderla nei giorni che non t’alleni, mi raccomando.- - Ci vediamo campione- e poi mormorando – Scemo-.
Così Simone salutò Luca prima di entrare negli spogliatoi.

Buio. Solo una piccola luce verdastra infondo ad un corridoio. Luca corre, cerca di raggiungere la luce che nel frattempo comincia a diventare bianca, ma sempre più lontana. Il cuore gli batteva tanto forte che pareva volesse squarciargli l’addome per uscire fuori. Ormai gli sembrava di respirare ghiaccio e pareva quasi che il petto non volesse più allargarsi. Poi dalle tenebre si innalzava di colpo una scalinata, Luca cominciava a salirla, ma i gradini diventavano sempre più alti. Ogni volta che sbatteva con un ginocchio o un braccio su un gradino si sentiva frantumare le ossa. La luce, ancora lì, bianca e sempre più lontana. Arrampicandosi sur un altro gradino le forze gli mancarono. Cade, in una caduta senza fine.
Sveglio, nel cuore della notte, trafelato al centro del suo letto. Il suo battito pareva calmarsi, ma galoppava ancora all’impazzata come se avesse appena terminato uno sprint olimpionico. La sveglia emanava un rosso bagliore. Dapprima Luca non riuscì a leggere l’ora, vedeva annebbiato e gli occhi gli bruciavano, pian pianino si cominciò a spannare la vista. Cominciava or ora a respirare normalmente. Lesse l’ora e si lasciò cadere all’indietro sul letto, sentiva le pulsazioni del cuore in gola e nelle orecchie. – Ancora una settimana e tutto finirà, una settimana. Una.-

Non riuscì più ad addormentarsi. Temeva che appena avesse chiuso gli occhi gli sarebbe riapparsa la solita luce verdognola, che quel tanfo di vomito gli ritornasse nelle nari.
Al mattino aveva appuntamento con Sara alla fermata del bus. Le aveva promesso che l’avrebbe accompagnata a scuola. Non si presentò. Tuttavia l’andò a prendere all’una, alla fine delle lezioni. Aveva i capelli spettinati, le mani nelle tasche el cappuccio tirato su. Era appoggiato con la schiena al muro della scuola, aspetto che Sara lo raggiungesse, non si mosse finché non fu quasi giunta da lui, poi con un gesto che pareva uno sforzo si mise in piedi e si tolse il cappuccio. Il suo volto aveva una colorazione pallida, quasi verdastra.
- hei bellissima… come va? Scusa se non sono venuto sta mattina, ma non sono stato bene-
- e vedo, sei verde… ma che ti prende?-
- o ma che vi prende tutti, sto bene… è…è… - si accorse che balbettava un poco. – è che sono stato male, tutto qui. Manca una settimana, sono teso, nervoso.-
- va bene, non ti incazzare, come vanno gli allenamenti?-
- vanno, vanno… adesso fino a dopo le gare non verrò più a scuola…-
- ah ok- silenzio.
Lentamente Sara portò le mani dietro all’orecchio sinistro, trovato il moschettone della collanina lo apri e si fece scivolare il gioiello nel palmo della mano.
- Tieni… voglio che lo tanga tu, ti porterà fortuna in questa settimana di fuoco, vai e vinci-
- ah, oh, g grazie. Non devi, no- balbettando qualche altra frasetta senza senso, una goccia salata solcò il suo volto. Sara gli prese la mano, fece scivolare il gioiello nei suoi palmi e gliela chiuse. Si abbracciarono come due grandi amici che emozionati, dopo tanti anni di separazione, si rivedono.
Mentre tornava a casa ritornarono i disturbi gastrici, aveva vomitato la colazione e si sentiva tutto lo stomaco e l’esofago bruciare come se avesse bevuto della benzina accesa.
Una settimana dalle gare.
-    Forza un po’ di impegno, muovile quelle gambe, su, non sei mica paralizzato. Distendi quelle braccia, mettici più energia, sono gare di velocità queste, non è mica una gara tra lumache hawaiane quella di mercoledì prossimo!-
Giorgio cercava di stimolarlo a dare di più di quanto fosse necessario, e nonostante tutto Luca riusciva ancora a migliorare se stesso. Stava delle ore in vasca cercando di dare sempre il massimo. Non sentiva neanche più la stanchezza.
Era sempre più irascibile. Non riusciva a concentrarsi su niente. Gli risultava difficile anche seguire un programma in Tv.
- domani mattina ci vediamo qui davanti per le sette. Dobbiamo essere al palazzotto a Milano per le nove. Ok?. Ciao vatti a riposare.-
ormai il grande giorno era arrivato… il giorno dopo sarebbe stato a Milano a fare la visita e poi.. poi la vittoria!
Andò a letto presto quella sera. Convinto che si sarebbe dovuto riposare per essere al 100%.
Ma appena giunto da Morfeo, l’acre odore di vomito gli raggiunse le nari. Una sensazione di angosciante tranquillità gli invase le vene. Si trovava in una stanza rotonda. Il pavimento era un immenso cielo dal quale non si scorgeva la terra.. ma soltanto Azzurro infinito senza nuvole. Sopra di lui, invece, incombeva  un smisurato acquario dove nuotavano tranquilli pesci tropicali. Sette porte rosse interrompevano la stanza circolare.. ad un certo punto il pavimento cominciò a scurirsi e ad oscillare. I vivaci colori dei pesci cominciarono a fondersi insieme trasformando tutto in una enorme spirale che man mano si avvicinava a lui cercando di inghiottirlo. Cercò con tutte le forze di raggiungere una porta per uscire. Quando riuscì infine nell’impresa si sentì cadere, svegliandosi di soprassalto. Questa notte non era stata peggio di tutte le altre, e sebbene avesse fatto un incubo si sentiva riposato.
Ormai era già mattina cominciò a preparasi il borsone, si fece una doccia e insieme alla madre andarono a incontrare Giorgio, che era già pronto e li stava aspettando, di fronte alla Palestra.
Per tutto il tragitto in macchina verso Milano, Giorgio e Luca non scambiarono una parola.
Arrivati nel palazzotto dello sport di Milano, lui e gli altri 16 partecipanti li fecero andare in una saletta dove attesero per la visita medica. Venne chiamato dal dottore nella camera adiacente per essere visitato. Stava bene e per il dottore era idoneo….
- è andato tutto bene, oggi pomeriggio ci sono le gare…, ho chiesto in giro come faranno a giudicare chi è il vincitore visto che siamo in sedici…-
-ah e che ti hanno detto-
-Un signore, maleducato tra l’altro, mi ha detto che verrete divisi in due batterie da otto, e poi i primi tre per ogni batteria gareggeranno tra loro subito dopo.-
-ah bene… sono quattro vasche in tutto, due per la prima e due per la seconda…-
-già, andata e ritorno.-

Luca era nella seconda batteria. Salito sul trampolino, aveva un ragazzo biondo un po’ più basso di lui nella corsia alla sua destra, e un morettino riccioluto alla sinistra. Giorgio lo seguiva ansioso dalla tribuna.
Tre, due, uno… Via.
Parte subito con un gran tuffo. In quel momento pensava solo a dare il massimo di se, a nuotare a basta… lasciandosi dietro tutti i brutti sogni e i timori.
Alla fine della prima sessione, era arrivato secondo nella sua batteria… dunque aveva avuto accesso alla finale.
Appena stabilito chi fossero i sei per l’ultima gara, quella decisiva… li fecero sedere su una panchina a bordo piscina per un paio di minuti, il necessario per fargli riprendere fiato.
Giorgio lo aveva raggiunto.
- Grande, un ultimo strappo e sei il campione… devi rimanere concentrato, sei il migliore, scatenati e arriva primo, devi guardare il tuo obbiettivo dritto negli occhi, hai fatto di tutto per essere qui e adesso devi far vedere a tutti chi è il migliore.-
-si, mister-
vennero chiamati per sistemarsi sui trampolini.
“Vai e vinci…” si ricordò le parole di Sara… Aveva lasciato il ciondolo nel cassetto del comodino di casa… in quel momento capì che c’era qualcosa che non andava… ma doveva vincere… glielo aveva chiesto Giorgio, lo voleva lui, lo voleva Sara.
Ci mise tutto se stesso in quelle due vasche. Ci riuscì.
Uscendo dall’acqua si stentì subito sfiancato, ma non ci fece poi tanto caso… era felice.
Dopo la doccia sarebbero dovuti passare di nuovo dallo stanzettino del dottore e poi tutti a dormire in albergo!. Le premiazioni sarebbero state il giorno dopo.
Il dottore fece un semplice prelievo del sangue. Il sangue ci mise un po’ a coagulare nel punto della puntura

- Signori e signore qui presenti, sono Giambattista Lengo, questo è già settimo anno che facciamo queste gare, che sono di grande importanza nazionale, perché come ben sapete chi vince qui potrebbe essere scelto poi per entrare nella nazionale giovanile di Nuoto. Ringrazio in primo luogo gli allenatori di questi ragazzi che ricordiamo provengono da tutto il centro nord d’Italia. Inoltre vorrei ringraziare gli sponsor che ogni anno finanziano…-
Mentre l’organizzatore delle gare si esibiva nel suo discorso, Giorgio e Luca furono presi da parte da un signore sulla cinquantina, pelato, vestito semplicemente con una tuta azzurra.

- Siamo spiacenti, ma la commissione ha ritenuto opportuno squalificare Luca perché risultato positivo all’esame anti-doping.
- positivo?- Giorgio era incredulo.
- si, mi dispiace-
- come cazzo fai a essere positivo! Drogato, che cosa ti sei preso, eh?, non di certo quello che ti ho dato io, sei una delusione-
-Vaffanculo mister! Vaffanculo, io non volevo prendere niente capito!- Luca era sull’orlo della crisi isterica, piangeva e tremava come una foglia.
- già me le sono presa io infatti neh?, è a me che hanno fatto l’esame vero?-
- Vaffanculo, vaffanculo, io non volevo prendere un cazzo, poi tu con quella roba e… e… Simo c…c…che…-
-Simo cosa?-
-Non lo so…- aveva abbassato il tono della voce e continuava a piangere.
- Volevo smettere, ma non ci sono riuscito, sono un fallito!-
-no, sei uno stupido-
Due giorni dopo Luca entrò in Comunità, il suo stato di intossicazione non era molto grave, e i medici dissero che con forza di volontà, si sarebbe dimesso presto. Rimase in Comunità fino a luglio, perse l’anno scolastico, la possibilità di entrare in Nazionale, gli amici di scuola, la fiducia e la reputazione.
Io per tutto il tempo che durò la sua riabilitazione, cercai di stargli vicino e di aiutarlo, gli volevo troppo bene. All’inizio soprattutto fu difficile, anzi, senza il supporto di Marisa, sua madre, forse non ce l’avrei fatta.
Ora Luca studia in una scuola privata, vuole recuperare il tempo perso, ma non vuole dimenticare ciò che gli è successo, e questo credo che lo renda più forte, in comunità ha visto tante persone rovinate dall’alchool e dalla droga, persone a cui sarebbe bastata un po’ più di fiducia in sé stessi.

-Sara, aspetta-
-Luca devo andare-
-Aspetta-
-Va bene, cosa c’è, fai presto-
-Fiuu, che corsa. Sara, io ti devo ringraziare, mi sei stata vicina, sempre. Vorrei Restituirti questo. Meno male che l’avevo quando ero di là- lentamente estrasse il pacchettino dalla tasca e glielo porse. Sara aprì il pacchettino e dentro ci trovò il suo pendente a forma di goccia.
-Finalmente torna a risplendere alla luce del sole!-

Paride Iovieno
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Creato mercoledì, 23 aprile 2008 alle 17:23
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 Senza giustizia che cosa sarebbero
in realtà i regni, se non bande di ladroni?
E cosa le bande di ladroni, se non piccoli regni?
Anche una banda di ladroni infatti è un'associazione
di unomini nella quale è riconosciuto
un patto sociale e la divisione del bottino è regolata
secondo convenzioni e accordi.
Se questa associazione di malfattori cresce al punti di occupare un paese,
essa sottomette popoli e città e si arroga apertamente il titolo di regno,
titolo che le è assegnato non dalla rinuncia alla cupidigia,
ma dalla conquista dell'impunità.
Una volta fu portato al cospetto di Alessandro Magno
un famoso pirata fatto prigioniero.Alessandro chiese:
"Per quale motivo infesti i mari con tanta audacia e libertà?"
Il pirata rispose: "Per lo stesso motivo per cui tu infesti la terra;
ma poichè io lo faccio con un piccolo naviglio,
sono chiamato pirata;
perchè tu lo fai con una grande flotta
sei chiamato imperatore!"

[di: Sant'Agostino, Tratto da: De Civitate Dei]


Io sono un delinquente onesto.
Non ho mai fatto politica!
[Al Capone]


A te, Orticello Scherzoso.
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Creato martedì, 22 aprile 2008 alle 19:30
Categoria : scrittori famosi - Permalink
 Certa gente si vanta di non leggere, e forse ha ragione.
Per vegetare non serve erudirsi.

[di: Carl William Brown]


Ignoranza Imperat.
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Creato lunedì, 21 aprile 2008 alle 21:00
Categoria : pensieri sparsi, fuori tema, le mie frasi - Permalink
Questa è la storia di un Nobile Avventuriero che cercò cercò di bonificare il deserto più sterile che potreste immaginare. Vi racconterò di come uscì di scena, perchè la sua eroica impresa non fù compresa dagli stolti granellini di sabbia comandati dal vento.
Ripercorrendo gli antichi sentieri della memoria ritroviamo l'ultima traccia del suo passaggio prima di raggiungere posti migliori.

L'avventuriero dopo aver attraversato lande desolate, sassosi deserti, e sterili paesaggi s' è arreso allo sconforto più totale...
Ha tentato, ci ha provato a raggiungere l'effimera linea dell'orizzonte che pareva illuderlo. Pareva comunicasse a lui la visione di rigogliosi prati e lussureggianti colline in cui sentire qualcosa al suo pari.

Ma era solo un illusione.

Stanco, con le membra pesanti ed impolverate, fà un debole gesto con la mano, come per scrollarsi di tutto quel nulla di dosso.
Con il torpore che cominciava a pervadere il suo corpo capì. I deserti non erano posto per lui, perchè nei deserti ogni seme viene inghiottito dalla sabbia e reso vano, inutile.
Con profonda delusione, e rammarico per aver provato a inserire qualche foglia verde nella brulla e riarsa terra, comincia a guardarsi attorno, mentre la notte fresca scende.
La vede, la scorge. Gli piacerebbe ritentare nell'idilliaca impresa della bonifica del deserto, ma capisce che sarebbe vano. Così con decisione la prende.
Il suo lento incedere finalmente lo condurrà per altri luoghi più verdeggianti, verso spiriti nobili ed affini, attraverso la sconosciuta, ai poveri granellini di sabbia, strada della comprensione.
Dissolvenza in nero.

E così finì la storia dell'eroico avventuriero che riuscì ad abbandonare la sua speranza che trovava radici nella volontà di credere che anche la più sterile sabbia potesse essere lo stesso una buona alcova per coltivare, contenere ed accudire il seme che, con il tempo, sarebbe germogliato.
Ma non temete, non se ne rammaricò più di tanto. Sapeva che sarebbe stato difficile e nessuno, quando tornò nell'ambiente lussureggiante ed effervescente di sano verde, ebbe da ridire. Lo guardarono con un sorriso comprendendo tutti i suoi sforzi, lo accolsero tra loro e continuarono a vivere serenamente.
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Creato lunedì, 14 aprile 2008 alle 08:20
Categoria : comunicazione di servizio - Permalink
Grazie a tutti voi per gli auguri.
Ringraziamenti dettagliati sono stati effettuati sul blog:
http://blackdragon370.splinder.com
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